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Alla vigilia della manifestazione contro il blocco delle infrastrutture in Emilia-Romagna, il ministro Toninelli invita a Roma Regione, Comune e associazioni imprenditoriali








“Ho ricevuto ora una lettera dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, con la quale mi invita al Ministero per illustrare quello che definisce il ‘nuovo progetto alternativo del Passante autostradale di Bologna’ e discutere di altre ‘infrastrutture’ in Emilia-Romagna. E’ il caso di dire “finalmente”: dopo mesi di silenzi e non risposte. Sarò a Roma, assieme al sindaco Merola e alle associazioni imprenditoriali, per sostenere le ragioni del nostro territorio affinchè si sblocchino quegli interventi infrastrutturali che sono necessari per lo sviluppo dell’Emilia-Romagna. Credo che questo sia il primo risultato della manifestazione di domani, che ovviamente confermiamo, per chiedere investimenti e sviluppo per la nostra regione e per il Paese”.

E’ il commento del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, alla lettera del ministro Danilo Toninelli che – a 24 ore dalla annunciata manifestazione promossa da Regione, Comune di Bologna, Città metropolitana e rappresentanze del mondo dell’impresa e del lavoro per lo sblocco da parte del Governo di infrastrutture già finanziate – ha programmato un tavolo di confronto con le Istituzioni e le associazioni economiche di categoria.

“Dopo il silenzio assordante dei mesi scorsi – ha concluso il presidente – prendo atto che, a ridosso dell’evento che abbiamo promosso, il ministro ha deciso di incontrarci. Andremo certamente all’incontro, forti delle ragioni che da sempre sosteniamo e supportati dalla grandissima adesione che la manifestazione di domani sta registrando. Ascolteremo, come è giusto e naturale che sia, e poi risponderemo. Ricordo che parliamo di opere già concordate con lo Stato, integralmente finanziate e che hanno superato positivamente la valutazione di impatto ambientale: se il Ministero ha elementi nuovi li valuteremo e poi chiederemo di portarli nelle sedi e nelle procedure che la legge fissa”.