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De André, a 20 anni dalla scomparsa il concerto di Mauro Pagani a Maranello

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Foto: Stefano Moro

Esattamente vent’anni – l’11 gennaio 1999 – se ne andava Fabrizio De André, una delle voci più intense e originali del nostro Paese. Al cantautore genovese il Comune di Maranello è particolarmente legato, per una serie di iniziative pubbliche ispirate o dedicate a lui e ai temi della sua produzione musicale e lirica, dal percorso nel verde delle colline inaugurato alcuni anni fa e rinnovato periodicamente con targhe che riproducono i suoi testi, alla sala civica “Le Nuvole” di Gorzano, che prende il nome da uno dei suoi album più belli, fino alla rassegna “Mille papaveri rossi”, giunta alla terza edizione, che ogni anno propone concerti, spettacoli e incontri a partire da un tema cruciale della poetica di Faber, come la misericordia, le donne e il viaggio. Organizzata dal Comune di Maranello con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André Onlus, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la rassegna ha proposto nell’ultima edizione il concerto “Il Suonatore Jones” con Vittorio De Scalzi, già leader dei New Trolls, e lo spettacolo “I Veryferici” della Compagnia Shebbab Met Project, e si chiuderà il prossimo 23 febbraio con il concerto di Mauro Pagani, musicista e produttore che con De Andrè ha realizzato dischi memorabili come “Creuza de Ma” e “Le Nuvole”, che saranno al centro dello spettacolo musicale proposto a Maranello da Pagani, accompagnato da Mario Arcari ai fiati, Eros Cristiani alle tastiere e fisarmonica, Joe Damiani alla batteria e percussioni. L’incontro con De André, ha ricordato Pagani in una intervista, avvenne verso la fine degli anni 70: “quello che iniziai a fare fu ascoltare la musica che proveniva dal Mediterraneo. Fu su questo sfondo di ricchezza polifonica che in seguito sarebbe nato Creuza de ma. Fu un’esperienza che risolse la mia inquietudine musicale di quegli anni. La Pfm aveva in alcune occasioni collaborato con Fabrizio. Poi ci perdemmo di vista salvo ritrovarci in uno studio di registrazione a Carimate. Era il 1981, c’ era già stato, un paio d’ anni prima, il rapimento suo e di Dori. Non vivevano più in Sardegna. Lui era molto maniacale e pieno di dubbi”. Una collaborazione durata all’incirca 16 anni: “A un certo punto gli venne voglia di collaborare con Ivano Fossati”, ha ricordato ancora Pagani, “e a me di lavorare autonomamente. Poi, qualche mese prima che morisse, prendemmo in considerazione un nuovo progetto comune, Fabrizio voleva realizzare un disco sulla fine orribile dello scorso secolo. Fu l’ultima volta che ci parlammo, come due amici che avevano ritrovato una strada comune”. Il concerto di Maranello sarà quindi una splendida occasione per ricordare Faber a vent’anni dalla scomparsa e per riascoltare alcuni dei suoi brani più belli nell’interpretazione di uno dei suoi collaboratori più preziosi. Ingresso a pagamento: intero 25 euro, ridotto fino a 14 anni 15 euro, biglietti in vendita all’Auditorium Ferrari e su Vivaticket.




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