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A scuola dai falegnami: l’idea dell’Appennino bolognese per salvaguardare i mestieri in via d’estinzione

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Si è tenuto nella mattinata del 14 novembre a Vergato un incontro tra alcune classi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Fantini” di Vergato e un gruppo di docenti un po’ particolari: Roberto Bignami e Giuseppe Antonelli, due falegnami ormai in pensione che hanno accettato la sfida di trasferire le loro competenze a giovani che vogliano apprendere il loro mestiere.

L’incontro è stato guidato da Gualtiero Palmieri, presidente dell’associazione “440Hz Cultura in Coltura” che in collaborazione con l’Unione dell’Appennino bolognese ha pensato ad un progetto formativo “scuola-azienda”. L’idea è quella di costituire un’azienda artigianale di falegnameria, per formare e avviare al lavoro giovani disoccupati, persone che hanno perso il lavoro e sono in stato di mobilità, favorendo anche l’integrazione di cittadini stranieri. Non solo: tale azienda consentirà di trasferire alle nuove leve le arti della falegnameria, affinché non si perdano valori e preziose manualità del lavoro artigianale. «Abbiamo presentato agli studenti questo progetto di scuola azienda» ha commentato Gualtieri «in cui proponiamo un percorso formativo rivolto ai giovani, perché apprendano l’arte della falegnameria e possano introdursi in una azienda come dipendenti o imprenditori»

Il progetto è in una fase embrionale e dovrebbe essere avviato nel corso del 2019. Gli allievi effettueranno un normale orario di lavoro, sotto la guida dei due falegnami formatori, durante il quale seguiranno lezioni teoriche e pratiche affinché i responsabili possano valutare, individuare ed assegnare, all’interno dell’azienda, il ruolo che più valorizzi le loro capacità manuali e d’ingegno. Si pensa a ragazzi già diplomati ma anche a studenti che stanno realizzando il percorso di alternanza scuola lavoro.

L’Associazione 440hz incaricherà persone che operano nel mondo dell’impresa per ricoprire il ruolo di amministratori e collaboratori nella nascente attività, che per il momento ha sede nella zona industriale di Sasso Marconi. I promotori dell’iniziativa contano poi che questi giovani formato possano utilizzare le competenze acquisite per entrare direttamente nel mondo del lavoro proponendosi autonomamente o all’interno di aziende.

«Nella mia esperienza lavorativa ho avuto tanti dipendenti e ho insegnato sempre a esercitare il mestiere nel miglior modo possibile. Questo progetto mi dà nuovo entusiasmo perché è rivolto a giovani che in futuro potranno svolgere la nostra attività» ha spiegato al termine dell’incontro Roberto Bignami.

Positiva anche la reazione da parte dei docenti: la professoressa Daria Righini ha infatti ricordato che «A scuola tendiamo a trattare le materie in maniera molto teorica: per i ragazzi sarebbe un’esperienza davvero importante quella di avere a che fare con falegnami che possano infondergli anche la passione per il mestiere che fanno».




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