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Parità, Legge quadro tra centri anti violenza e prevenzione: 4 milioni per gli interventi

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Prevenzione, protezione e autonomia. Sono i tre pilastri della legge quadro per la Parità e contro le discriminazioni di genere delineati oggi in commissione Parità quale fotografia dell’applicazione della normativa a tre anni dalla sua approvazione. A illustrare gli obiettivi raggiunti e i passi avanti fatti in tema di parità di genere è stata l’assessora alle Pari Opportunità, che ha spiegato come “la Regione abbia voluto coinvolgere tutti i soggetti interessati, dalle associazioni agli assessorati fino agli organi di garanzia, perché l’obiettivo è un approccio trasversale che deve riguardare tutte le politiche messe in campo”.

“Non solo parole, ma anche fatti”, ha poi ricordato. Come i bandi regionali rivolti alle associazioni che si occupano delle donne che hanno subito violenze, ma anche “il percorso di prevenzione portato avanti con le scuole superiori: educare alla differenza- ha sottolineato l’assessora- è un passo fondamentale”. Così come fondamentale, ha sottolineato ancora l’esponente della Giunta, “è il lavoro dell’Osservatorio regionale anti violenza: pian piano vogliamo costruire un sistema sempre più strutturato e per farlo abbiamo appunto riunito l’Osservatorio, composto dalle varie professionalità che contribuiscono a migliorare sempre di più il lavoro rivolto alle donne che subiscono violenze”. Importanti anche i corsi per il personale del 118: “Su questo aspetto- ha aggiunto l’assessora- abbiamo investito 240mila euro, in modo che il personale che assiste le vittime di violenza sia adeguatamente preparato”. Tutto questo è stato possibile grazie ai fondi statali (2 milioni di euro nel biennio 2015-2017) che, sommati a quelli regionali, fanno un totale di 4 milioni destinati alle politiche attive. Inoltre, 423mila euro sono stati utilizzati “per nuovi centri anti violenza e nuove case per le donne che denunciano, perché, appunto- ha insistito l’assessora- l’autonomia delle donne è fondamentale”. Infine, un altro tassello importante è stato il bilancio di genere: “Siamo partiti in modo sperimentale nel 2016, ora vogliamo stilare le linee guida perché tutti gli enti locali possano adottare un proprio bilancio di genere”. A integrare gli aspetti di questa legge è stata la presidente della Commissione: “Abbiamo sottoscritto protocolli d’intesa con diversi Comuni, dal Riminese alla provincia di Parma, passando per il Bolognese. Presto ne firmeremo uno anche con il Comune di Modena. Fondamentale, in aggiunta, l’attività della Conferenza delle elette, in cui coinvolgiamo le associazioni e vari soggetti interessati affinché le politiche di parità dell’Emilia-Romagna possano essere integrate al meglio e si possa contribuire ai bandi sistemando anche eventuali carenze”. La prossima riunione della Conferenza delle elette – ha poi ricordato la presidente – si terrà il 7 marzo. Ultimo aspetto riguarda la parità di genere nelle giunta comunali, prevista dalla legge Delrio: “Grazie al difensore civico e al protocollo firmato il 12 febbraio 2016 abbiamo avuto il sostegno per far rispettare questa legge”.




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