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Lo sport come strumento d’integrazione. Pubblicata la nuova edizione del Bando promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

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Lo sport come disciplina in grado di contribuire al benessere psico-fisico e come strumento per superare le differenze linguistiche, religiose, culturali o sociali: è questo il principio alla base della nuova edizione del Bando Sport promosso da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Pubblicato oggi, con scadenza il prossimo 12 marzo, il bando mette a disposizione una cifra complessiva di 250 mila euro, da destinare a progetti che interpretino la pratica sportiva come strumento d’integrazione sociale e di promozione della qualità della vita.

Obiettivi specifici di quest’edizione, in particolare, sono la prevenzione del fenomeno dell’abbandono dell’attività sportiva tra i ragazzi tra i 15 e i 19 anni – la fascia d’età più a rischio da questo punto di vista – la diffusione dell’attività sportiva tra categorie economicamente svantaggiate, così come quelle più vulnerabili e la formazione di personale educativo specializzato nel settore.

Non sono ammessi al bando gli enti con fini di lucro e le imprese di qualsiasi natura, con eccezione delle imprese strumentali, delle cooperative che operano nel settore dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero, delle imprese sociali e delle cooperative. Sono escluse contribuzioni a favore di enti pubblici, di enti con fini di lucro e delle istituzioni scolastiche pubbliche e/o private.

Il Documento strategico di indirizzo 2017-2020 approvato dal Consiglio di Indirizzo della Fondazione individua nell’attività sportiva un obiettivo fondamentale, perché rappresenta un elemento essenziale di corretti stili di vita e perché contribuisce a sperimentare valori ritenuti importanti per la crescita dell’individuo.

I dati pubblicati dal CONI a febbraio 2017 sulla base della rilevazione annuale ISTAT sull’anno 2016 evidenziano un notevole aumento del numero di italiani maggiori di 3 anni che praticano attività sportiva in modo continuativo e/o saltuario. In particolare il documento dimostra che tra i 6 e i 10 anni di età si raggiunge la percentuale più alta di praticanti sportivi in forma continuativa (59,7%).

Nelle fasce d’età successive le percentuali però iniziano gradualmente a diminuire passando al 58,3% per i giovani di 11-14 anni, al 52,8% per i giovani di 15-17 anni fino al 42,9% della fascia di età 18-19 anni. La riduzione della fruizione aggregativo-sportiva in età adolescenziale acuisce il rischio di individualismo, di assenza di relazioni con gli altri e quindi di proliferazione di devianza e disagio sociale.

Sul sito della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena www.fondazione-crmo.it  è possibile scaricare il testo integrale del bando e la modulistica per fare domanda di partecipazione.

 




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