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Regione. Assemblea approva Bilancio 2018: maggioranza compatta, no dalle opposizioni

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L’Assemblea legislativa approva, con il sì di Partito democratico, Sinistra italiana e Misto-Movimento democratico progressista, contrari invece Lega nord, Movimento 5 stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia, il bilancio previsionale 2018-2020, il collegato alla legge regionale di stabilità per il 2018, l’aggiornamento del Defr 2018 e le disposizioni per la formazione del bilancio di previsione.

Presentati anche 15 ordini del giorno, di cui 14 approvati: per garantire sostegno agli azionisti danneggiati dalle crisi bancarie (presentato da Pd e Ln); per fornire supporto relativamente alle spese rimborsabili a Cras e associazioni convenzionate (del Pd); per incentivare l’utilizzo dello strumento della formazione professionale (dal Pd); per incentivare la diffusione delle smart grids (da M5s); per sostenere i diritti del popolo Saharawi (di Misto-Mdp, Si e Pd); per garantire l’integrità dei lidi romagnoli affetti dal fenomeno dell’erosione costiera (Ln); per abbattere l’aliquota Irap a carico delle Asp (da Misto-Mdp, Si e Pd); per finanziare l’installazione di impianti di videosorveglianza in aree considerate insicure (da Ln, Pd, Fi, Fdi e M5s); per garantire adeguate risorse alle misure di contrasto alla povertà (da Si, Pd e Misto-Mdp); per garantire la copertura telefonica mobile nelle aree disagiate (dal Pd); per incrementare gli stanziamenti rivolti alla polizia locale (da Ln ne Pd); per potenziare i controlli sulle emissioni (da Pd e Si); per interventi sul lago di Quarto nel cesenate (da Ln e Pd) e per sbloccare nuove risorse per borse di studio (da Si, Pd e Misto-Mdp).

Sono invece 79 gli emendamenti presentati, di cui 15 approvati.

Una manovra “che rafforza il nostro sforzo per la crescita e per quella che è la nostra ossessione primaria: continuare a creare nuova occupazione, con la possibilità concreta di arrivare al 4-5% di disoccupazione nel 2020, ovvero a una situazione di piena occupazione, dopo il calo dal 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015, e l’attuale 6,4%. Con una crescita correlata alla qualità del lavoro e a un modello di sviluppo sostenibile, facendo sistema, con decisioni che in tutti gli ambiti strategici abbiamo condiviso con le parti sociali nell’ambito del Patto per il Lavoro”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, sul Bilancio 2018 dell’Ente, approvato oggi dall’Assemblea legislativa. L’entità è di 12,17 miliardi, di cui 8,3 dal Fondo sanitario nazionale per la sanità regionale, con investimenti per oltre 1 miliardo e 400 milioni per crescita e occupazione in tutti i settori, una gestione efficace, 33 milioni recuperati dal contenimento delle spese e dalla semplificazione mentre è di 42 milioni l’avanzo di gestione, che permette di liberare oltre 250 milioni per ulteriori investimenti in completo autofinanziamento. Con i Fondi europei interamente spesi. Un bilancio “che disegna l’Emilia-Romagna che vorremmo nei prossimi anni”, prosegue Bonaccini, sottolineando come “non vengano toccate le tasse regionali, e chiuderemo la legislatura senza aver imposto un solo euro in più di tasse”. Crescita, dunque, ma senza dimenticare chi ha più bisogno: “Con il Reddito di solidarietà abbiamo introdotto una misura di civiltà che ci permette di accompagnare chi è in gravi difficoltà economiche fino al reinserimento lavorativo e la rendiamo strutturale stanziando 35 milioni di euro l’anno fino al 2020. Abbiamo il tasso di occupazione femminile più alto in Italia, a dimostrazione di un welfare attento ai nuovi bisogni delle persone e dei nuclei familiari. Non chiuderemo ospedali, anzi investiamo su quelli in montagna. E a fine legislatura- sottolinea il presidente della Giunta- saranno stati quasi 5 mila i nuovi assunti a tempo indeterminato nella sanità regionale, la gran parte dei quali già fatti, e in questa Regione torniamo a stabilizzare, oltre che ad assumere, persone e collaboratori: ecco, credo si possa riconoscere che tutto questo è ben lontano dal concetto di precarietà. Con questo Bilancio- chiude Bonaccini– rafforziamo la scelta di sostenere la manifattura, l’internazionalizzazione delle imprese, ricerca e innovazione, attrazione di investimenti, per creare lavoro, perché dare o ridare lavoro è una questione di dignità e autonomia delle persone”. Infine, il tema della legalità: “E’ un valore che va oltre le appartenenze politiche, occorre colpire duro chi si approfitta delle Istituzioni e il contrasto e la prevenzione alle Mafie deve essere l’impegno di tutti”.

 

L’assessora al Bilancio, Emma Petitti, ricorda il metodo di “confronto con le forze sociali ed economiche che ha portato a una condivisione delle scelte strategiche della Regione. Pur in un contesto difficile per la finanza pubblica e per il nuovo assetto costituzionale che si va delineando, l’Emilia-Romagna- ricorda- ha ottenuto risultati al di là delle aspettative nella crescita e nell’occupazione. E ciò grazie alle politiche messe in atto nell’ambito del Patto per il Lavoro”.

Il Bilancio 2018 in sintesi

Ammonta a 12,17 miliardi il Bilancio 2018 della Regione Emilia-Romagna, di cui 8,3 stanziati dal Fondo sanitario nazionale per la sanità regionale. Crescita e occupazione in tutti i settori, dal welfare all’agricoltura fino al digitale e alle infrastrutture, saranno sostenuti da oltre 1 miliardo e 400 milioni di investimenti. Altre risorse verranno assicurate dal contenimento delle spese e dalla semplificazione (33 milioni recuperati) mentre è di 42 milioni l’avanzo di gestione che genererà investimenti per oltre 250 milioni in completo autofinanziamento.
Un bilancio che  punta a politicheespansive, che pone al centro il Patto per il Lavoro siglato dalla Regione con le parti sociali. Altri punti di forza sono la invarianza delle tasse regionali, che per il terzo anno consecutivo non vengono toccate, e il pieno utilizzo dei fondi europei. Aumentano inoltre le risorse per internazionalizzazione, attrazione di investimenti, ricerca e innovazione. Così come per la realizzazione e riqualificazione di ospedali, compresi quelli di montagna, e strutture sanitarie, con i servizi portati sempre di più nei territori direttamente ai cittadini attraverso la creazione di 25 nuove Case della salute: 400 milioni gli investimenti in sanità, compreso l’ammodernamento delle tecnologie e l’acquisto di nuovi strumenti diagnostici. 184 milioni, di cui 62 regionali (+15 milioni rispetto al 2017) sono destinati all’ambiente, alla difesa del suolo e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.Alle attività produttive vanno 55,4 milioni (+16), 38,2 milioni per turismo e commercio (+8,6), 35,5 milioni per l’agricoltura (+3)e 70 milioni per le infrastrutture digitali, banda larga e internet veloce, nell’ambito di un piano complessivo da 250 milioni per il triennio 2018-2020.
Il 2018 sarà anche il primo anno di piena applicazione del Reddito di solidarietà: 35 milioni stanziati dalla Giunta. E per il welfare, da servizi per giovanissimi alla famiglia e terzo settore, vanno ulteriori 54,5 milioni. E poi ancora, 56,1 milioni per il trasporto pubblico locale, con 1 milione di euro per non far pagare il bollo alle auto ibride. 25,1 milioni per il diritto allo studio, oltre 15,7 milioni per la cultura, 4 in più rispetto a quest’anno, con 1 milione destinato alla nuova legge sulla musica. Un altro milione andrà all’applicazione del Testo unico sulla legalità, stesso stanziamento per la le iniziative previste nell’ambito della legge sulla Memoria, in particolare con i giovani e le scuole.
Altre voci importanti sono costituite dai 10 milioni per la manutenzione e gli interventi sulle strade provinciali e comunali in Appennino.
Capitolo di rilievo lo sport: 22,5 milioni, di cui 2,5 (+40%) per la promozione della pratica sportiva, il sostegno alle associazioni e agli eventi sportivi con ricadute sul territorio e le comunità locali e 20 milioni per l’impiantistica sportiva.




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