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Bilancio Regione, continua dibattito: positivo per la maggioranza, critiche dall’opposizione

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Continua la discussione in Aula per l’approvazione del bilancio previsionale 2018-2020. Dopo gli interventi del relatore di maggioranza Giuseppe Boschini (Pd) e del relatore di minoranza Stefano Bargi (Ln), il presidente della giunta Stefano Bonaccini ha commentato positivamente il documento visto che “per il quarto anno non aumenteremo di un centesimo le tasse” e “stiamo riportando l’Emilia-Romagna a una ripresa dell’occupazione”.

Ha espresso contrarietà alle parole di Bonaccini Alan Fabbri (Lega Nord), in particolare sul tema fiscale e dell’occupazione. “Questa è una manovra economica scarsamente incisiva, piena di contraddizioni, non in grado di invertire i trend negativi” ha affermato il leghista. Per Fabbri la “pressione fiscale è rimasta invariata” e la ripresa economica è “tiepida”; le risorse messe a disposizione non tutelerebbero i lavoratori – “insegnanti, coltivatori e altri lavoratori scioperano ogni giorno”, “i pescatori sono vessati da sanzioni” – i nuovi posti di lavoro sarebbero precari, e, a fronte di tutto ciò, “troppe risorse e sforzi sono destinati ai migranti”. Daniele Marchetti (Ln) è invece intervenuto sulle misure regionali rivolte al contrasto alla povertà, “uno strumento che contestiamo perché sono sbagliati i criteri di erogazione del contributo”. Poi sull’eliminazione dei campi nomadi, ha incalzato “creare aree più piccole non risolve ma sposta il problema”. Il consigliere ha poi criticato le politiche di attuazione collegate al fondo per la non autosufficienza: “solo promesse in questi anni”. Per Massimiliano Pompignoli (Ln) “il bilancio è fortemente criticabile”. Presentiamo, ha evidenziato, “tre ordini del giorno su difesa della costa, in particolare relativamente all’erosione dei lidi, sul potenziamento delle risorse alla polizia locale e sul recupero, a fini idropotabili, del lago cesenate di Quarto”. “Un bilancio che non è in grado di dare riposte vere ai cittadini” ha commentato Giulia Gibertoni del Movimento 5 stelle che tra i punti critici ha sottolineato il settore sanitario (chiusura dei punti nascita, accorpamenti, fusioni, tempi di attesa), lavorativo, sociale (“Il Res è una misura fatta male”) e ambientale, per concludere con la legge urbanistica appena approvata. “Recuperiamo, non lavoriamo d’emergenza” è l’appello di Gibertoni, mentre il collega Andrea Bertani ha definito il bilancio “ingessato, che non permette espansioni”. Gian Luca Sassi ha chiesto invece modifiche al Res e Silvia Piccinini è intervenuta sulla questione delle graduatorie dei lavoratori Ervet Regione. Igor Taruffi (Sinistra italiana) ha riconosciuto i punti positivi del bilancio: l’aumento di risorse destinate al fondo della montagna e per il turismo, in particolare quello verde e dei comprensori sciistici, senza dimenticare i fondi che non si vedono ma sono importanti perché riportano “vita sul territorio” cioè quelli contro il dissesto idrogeologico. Ma, soprattutto, il consigliere ha posto l’accento su alcuni dati numerici, già visibili, relativi all’accesso al Reddito di solidarietà – tanto osteggiato dall’opposizione- che dimostrano che sono soprattutto  gli italiani a richiederlo (70%) e in particolare i precari. “Per me non ci sono classifiche di diritti e doveri ma questi sono dati che smentirebbero alcune critiche sulla misura”. Favorevole anche il giudizio sul bilancio di Silvia Prodi (Misto-Mdp) che ha chiesto di aumentare le risorse al fondo sviluppo post terremoto e di abbattere l’aliquota Irap a carico delle Asp, per cancellare la sperequazione esistente a favore di aziende private. Per Paolo Calvano (Partito democratico) “l’Emilia-Romagna, è innegabile, viaggia più veloce delle altre regioni”. La crescita, ha aggiunto, “sfiora il 2 per cento, la ripresa va regolata e accompagnata, ecco perché si investe sull’internazionalizzazione”. Accompagniamo, ha poi ribadito, “anche i lavoratori che devono reinserirsi, perché bisogna fare di tutto affinché nessuno rimanga indietro”. Anche, ha poi evidenziato, “lo sviluppo del territorio deve essere omogeneo”. Questa legge di bilancio, ha quindi concluso, “è l’espressione del lavoro dell’Assemblea legislativa”. Alessandro Cardinali (Pd), sui canoni per lo sfruttamento delle acque minerali, ha dichiarato che “non è una tassa per fare cassa”. Una quota di questi fondi, ha poi sottolineato, “torna ai comuni del territorio”. È poi intervenuto sul tema montagna, “abbiamo fatto molto, dobbiamo continuare a fare”. Mentre per Mirco Bagnari (Pd) “il bilancio guarda avanti, punta a fare crescere la comunità regionale (stanzia oltre 1,4 miliardi per la crescita), irreali invece le valutazioni catastrofiche che abbiamo sentito dall’opposizione”. Sulla formazione professionale, ha concluso “rappresenta un’importante risposta contro l’emarginazione sociale”. Manuela Rontini (Pd) ha poi fatto il punto su alcune politiche che verranno finanziate grazie al lavoro delle commissioni: la legge sui piccoli esercizi commerciali, quella contro il gioco d’azzardo, sulla pesca, sulle persone sorde. “Consolidare e possibilmente incrementare lo stanziamento dei fondi regionali destinati al popolo Saharawi” è la richiesta avanzata da Nadia Rossi (Pd) che ha chiesto l’impegno della giunta e dell’assemblea nella lotta pacifica all’autodeterminazione che il popolo del deserto sta portando avanti da anni. Paolo Zoffoli (Pd), in qualità di presidente della Commissione sanità, ha promesso di monitorare sistematicamente la situazione per valutare se gli strumenti messi in campo saranno adeguati. Qualcosa è stato fatto, ma non abbastanza per raggiungere certi obiettivi, secondo Galeazzo Bignami (Forza Italia). Si poteva fare di più per la montagna e in particolare per le aziende dell’Appennino in crisi, in tema di trasporto e per le aree vaste. “La città metropolitana non è all’altezza delle sfide che dovremo realizzare” ha poi aggiunto l’azzurro che anche sul tema della sanità ha promesso di monitorare con attenzione la situazione in attesa del prossimo bilancio “che sarà l’ultimo di questo esecutivo regionale”. Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ha posto l’accento sulla relazione dei revisori dei conti: “ci sono spunti che meritano risposte”; relativamente alla partecipata Terme di Salsomaggiore e Tabiano ha evidenziato che “i revisori chiedono azione di responsabilità nei confronti del management della società”, sul fondo rischi legali ha invece parlato di “contenziosi nel 2017 di rilevante importo”, mentre sui derivati ha riferito di “milioni di euro che si andranno a perdere”. Questa macchina amministrativa, ha concluso il consigliere rivolgendosi alla maggioranza, “non è efficiente come vorreste farci credere”.




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