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Bilancio comune di Bologna, la svolta delle tariffe di nidi e servizi integrativi scolastici

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Per la prima volta dal 2011, la giunta guidata da Virginio Merola abbassa le tariffe dei nidi e di alcuni servizi integrativi scolastici (pre e post scuola, assistenza al pasto, trasporto collettivo), consentendo un risparmio a molte famiglie a partire dal prossimo anno educativo e scolastico. La giunta, su proposta della vicesindaco con delega alla scuola, Marilena Pillati, ha dato il via libera all’atto che traduce negli aspetti operativi i contenuti della delibera di modifica del Regolamento comunale delle scuole d’Infanzia e della Carta dei servizi educativi e di adeguamento della disciplina delle tariffe dei servizi educativi e scolastici, approvata lunedì scorso dal Consiglio comunale.

“Con le delibere approvate prima dal Consiglio e poi dalla Giunta, per la prima volta dal 2011 siamo riusciti a ripensare i sistemi tariffari dell’ambito educativo e scolastico per ridurre le tariffe di molti servizi educativi e scolastici, a cominciare dai nidi – afferma la vicesindaco Marilena Pillati – facendo così risparmiare molte famiglie. Allo stesso tempo, con la trasformazione della tariffa di refezione scolastica in tariffa di frequenza nelle scuole d’infanzia comunali, abbiamo l’opportunità di recuperare risorse da reinvestire nell’inclusione dei bambini più fragili”.

Le famiglie risparmieranno ogni anno complessivamente 600.000 euro: questo infatti è l’impatto finanziario annuale della manovra, contenuta nel bilancio 2018-2020 approvato oggi dal Consiglio comunale, che prevede minori entrate dai nidi (325.126 euro), pre scuola (20.394 euro), post scuola (19.808), assistenza durante il pasto (127.945 euro), trasporto collettivo (2.316 euro). In più c’è la stima di minori entrate legate alle nuove tipologie di esenzioni (circa 100.000 euro). Si tratta del primo atto di una manovra più complessiva tesa a rivedere ulteriormente le tariffe dei nidi in ragione di eventuali nuove risorse a disposizione dell’Amministrazione, così come condiviso il 14 dicembre scorso nel verbale di incontro con Cgil, Cisl e Uil.

I principi alla base della scelta dell’Amministrazione comunale sono equità, coerenza e omogeneità, e in particolare si vuole: definire linee di progressione delle tariffe con tassi di crescita più rallentati nei livelli di Isee che vanno da valori medio-bassi a valori medi; individuare le famiglie da esonerare completamente dal pagamento delle tariffe mediante meccanismi più efficaci collegati ai nuovi indicatori di fragilità sociale e ai sistemi di inclusione attiva (Res, reddito di solidarietà; Sia, sostegno per l’inclusione attiva; Rei, reddito di inclusione) o ai contributi di sostegno al reddito. Per queste ragioni il nuovo sistema di attribuzione delle esenzioni, così come contenuto nella delibera di indirizzi approvata dal Consiglio comunale, sostituirà la tariffa zero (così come è già avvenuto in passato per la refezione scolastica), ovvero l’esenzione che finora era collegata al solo valore Isee, indicatore non sempre rappresentativo, da solo, di tutte le situazioni di difficoltà dei nuclei familiari. Confermati con le stesse modalità, invece, i meccanismi di esenzione legati a condizioni individuali del bambino (disabilità, affido, tutela) e degli sconti legati a particolari condizioni del nucleo (pluriutenza, genitore solo e presenza di un disabile).

Le nuove tariffe dei nidi e dei servizi integrativi scolastici
Le fasce Isee del sistema tariffario dei nidi, che oggi sono 82, dall’anno educativo 2018-2019 si ridurranno a 66, con quote di contribuzione che vanno da un minimo di 40 euro (fino a 2.999,99 di Isee) a un massimo di 575. Verrà innalzato da 32.000 a 35.000 euro il livello di Isee a cui corrisponde la tariffa massima. La riduzione delle tariffe riguarderà le fasce Isee medie e medio-basse. Il risparmio maggiore, di circa 62 euro al mese, riguarderà le fasce Isee tra 19.000 e 21.000 euro. Accorpando le fasce Isee, le famiglie che presentano un valore tra 20.000 e 24.999,99 avranno in media un risparmio di 50 euro al mese.
Per quanto riguarda i servizi integrativi (pre e post scuola, assistenza durante il pasto e trasporto collettivo), il numero e valore delle fasce Isee sarà armonizzato e portato a 20 per tutti i servizi. Anche in questo caso le riduzioni riguarderanno le fasce di reddito medie e medio-basse.

Scuole d’infanzia comunali: l’importo della tariffa di frequenza è identico a quello della refezione
Per quanto riguarda le scuole d’infanzia comunali, la delibera approvata dalla giunta recepisce anche la novità legata al cambiamento della natura della tariffa della refezione, che diventa tariffa di frequenza e rimane identica come costo per le famiglie. Anzi, anche per questa tariffa sono previste le tipologie di esenzioni collegate all’erogazione delle misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito, oltre ad altri interventi di natura economica erogati dai servizi sociali territoriale: pertanto dal prossimo anno scolastico le famiglie che ricevono questo tipo di assistenza potranno essere esentate dalla tariffa. Restano identiche le 15 fasce Isee attualmente in vigore per la refezione scolastica, resta identico il valore della tariffa per ogni fascia Isee e identico anche il meccanismo di decurtazione a fronte di assenze dal servizio.




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