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La riorganizzazione oraria nelle scuole secondarie di primo grado dall’A.S. 2019/20

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“La definizione dell’orario scolastico afferisce al campo dell’autonomia scolastica che si gioca nell’ambito di un alto grado di coordinamento ed integrazione tra Comprensivi e scuole e tra queste e le istituzioni locali. Sul tema si è avviata una riflessione con dirigenti e presidenti dei Consigli di Istituto: con tutti si è convenuto che il punto centrale è una scelta consapevole di tipo educativo. Pertanto il tema non può essere ridotto ad un referendum su sabato sì o sabato no”.
Lo ha affermato l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza rispondendo giovedì 14 dicembre in Consiglio comunale all’interrogazione del Pd illustrata da Grazia Baracchi sull’organizzazione oraria nelle scuole secondarie di primo grado. La consigliera ha chiesto “a che punto del percorso si è arrivati e quali sono i tempi previsti; quali azioni informative e di coinvolgimento delle famiglie sono state pensate; come si organizzeranno i servizi accessori in caso di modifiche”.
L’assessore ha ricordato le sperimentazioni di modifica dell’orario e dell’organizzazione didattica già avviate nei Comprensivi 8 e 9 dall’anno scolastico 2015/16, dopo aver sottolineato che il richiamo all’autonomia significa soprattutto riconoscere l’ambito proprio di competenza delle scuole e soprattutto il fatto che esse hanno luoghi, regole e strumenti per il proprio governo.
“Sulla riorganizzazione oraria – ha detto Cavazza – con i dirigenti dei Comprensivi e i presidenti dei Consigli di Istituto si è convenuto un percorso comune che prevede innanzitutto la definizione da parte del Collegio docenti di ciascun Comprensivo di una prima proposta con uno o più scenari, che ne illustri vincoli ed opportunità. Successivamente la proposta sarà presentata al Consiglio d’istituto per un primo confronto interno. Poi potranno essere organizzate assemblee con i genitori del Comprensivo e il coinvolgimento dei comitati genitori per consentire un confronto informato e scelte consapevoli. Ciascun Consiglio delibererà quindi sulla proposta finale e si arriverà infine alla definizione di una proposta complessiva da parte del sistema scolastico della città”.
L’assessore ha anche spiegato che, concluso il percorso, l’avvio della nuova organizzazione dovrà partire dall’anno scolastico 2019/20. E ha concluso: “Il settore Istruzione del Comune di Modena accompagnerà la realizzazione delle prime fasi al fine di individuare, in collaborazione con Seta e Ausl, soluzioni adeguate e compatibili relative ai trasporti e alla mensa o ad altri servizi che potranno essere necessari”.
La consigliera Baracchi ha ringraziato per il passaggio dedicato all’autonomia scolastica perché “un cambiamento così forte deve passare dal confronto tra i docenti sia negli organi preposti sia attraverso il raffronto con altre esperienze attuate in Italia, partendo dal fatto che la gestione del tempo scuola va ripensata, cercando di superare il modulo diviso in ore per parlare di unità orarie. Questo – ha continuato – permetterebbe un recupero di compresenze tra i docenti, sempre più indispensabile per passare dalla scuola dell’insegnamento alla scuola dell’apprendimento. È inoltre opportuno che la discussione sia ampia e coinvolga le famiglie perché cambia l’organizzazione ma anche il modello di scuola. Particolare attenzione deve essere infine posta ai servizi accessori affinché siano pronti quando si arriverà a queste modifiche”.

L’assessore alla Scuola ha risposto alla consigliera Baracchi anche in merito alle novità del Protocollo per le iscrizioni scolastiche:

Il passaggio da un sistema scolastico ibrido formato da varie tipologie di autonomie ad un sistema omogeneo di Istituti Comprensivi ha avuto riflessi significativi anche sulla gestione delle iscrizioni. Già dallo scorso anno, insieme ai dirigenti scolastici, si era elaborato un Protocollo d’intesa sulle Iscrizioni che rendesse quanto più omogenei e meno discrezionali i criteri per l’accettazione delle iscrizione. Alla luce dell’esperienza maturata e delle criticità emerse, ora il Regolamento è stato affinato e soprattutto sono state ulteriormente esplicitate le modalità di applicazione attraverso una sorta di patto tra i dirigenti e il Comune.
Ha detto l’assessore alla Scuola rispondendo all’interrogazione illustrata dalla stessa Baracchi, in vista delle iscrizione scolastiche che si potranno presentare dal 16 gennaio al 6 febbraio. La consigliera ha chiesto “se sono state apportate modifiche al regolamento e quali azioni informative alle famiglie sono state pensate”.
“I criteri di priorità restano gli stessi: appartenenza al Comprensivo in primo luogo e allo stradario del Comprensivo in seconda istanza”, ha affermato Cavazza spiegando che “con i dirigenti dell’ufficio scolastico provinciale, degli Istituti Comprensivi e il coinvolgimento dei Presidenti dei Consigli di Istituto, in questi mesi si è lavorato per applicare nel modo migliore possibile la norma del Ministero che fissa il diritto prioritario basato sull’appartenenza allo stesso comprensivo. Criterio – ha continuato – che non può essere applicato a tutti, in particolare agli alunni residenti a Modena che non frequentano una scuola primaria statale, ed è infatti principalmente a carico di alcuni di loro che lo scorso anno vi sono state criticità. Pur fatta salva la precedenza a quelli dello stesso Comprensivo, questi alunni accederanno alla scuola secondaria di primo grado sulla base del criterio della residenza nello stradario del Comprensivo, secondo modalità condivise anche con i dirigenti delle scuole paritarie e con i rappresentanti dei genitori.
Ma la principale innovazione apportata consiste nell’istituzione di un tavolo di regia che comprende i Dirigenti scolastici in collaborazione col Comune, che opererà a garanzia di tutti gli studenti tramite l’applicazione condivisa dei criteri fissati.
“Un patto che vincola tutti i Dirigenti – precisa l’assessore Cavazza – a procedere in piena condivisione con gli altri, assumendosi una responsabilità collettiva sulla corretta applicazione dei criteri che, non a caso, sono stati riformulati in forma di fasi”.
Recita testualmente il Protocollo: “Al fine di garantire l’applicazione dei criteri, le fasi delle iscrizioni saranno governate a livello di sistema di rete tra gli istituti Comprensivi, in collaborazione con il Comune”. La presenza concreta dei dirigenti scolastici attorno ad un tavolo comune, garantirà innanzitutto la corretta e uniforme applicazione dei criteri prioritari.
È stato inoltre rafforzato il principio che nelle iscrizioni a Modena la precedenza spetta ai residenti, che opererà anche per le iscrizioni alla scuola primaria, in modo da essere applicato in modo omogeneo in tutto il primo ciclo di istruzione. L’unica eccezione riguarda gli alunni non residenti attualmente frequentanti le classi quinte: attualmente un numero piuttosto significativo che dovrebbe tendenzialmente diminuire nel medio-lungo periodo.
Per illustrare le novità del Protocollo, funzionari e dirigenti del Settore istruzione presenzieranno alle assemblee programmate dagli Istituti Comprensivi nel mese di gennaio. L’assessore ha inoltre fatto sapere che è anche attivo un tavolo di confronto con i rappresentanti delle scuole paritarie per condividere i contenuti della comunicazione agli alunni in uscita dalle loro scuole.
La consigliera in sede di replica si è detta “soddisfatta della risposta perché evidenzia che nel tavolo di coordinamento sono stati affrontati tutti i problemi emersi e anche i casi particolari sorti lo scorso anno. Bene che siano stati definiti con chiarezza sia le fasi che i diversi criteri. Da sottolineare anche il tavolo di regia e soprattutto che le scuole diano la comunicazione tutte insieme, dopo aver analizzato anche i casi particolari. Compito del tavolo di regia sarà quindi monitorare le diverse fasi. Importanti anche le assemblee per informare i genitori e rispondere di persona ai loro dubbi”.

 




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