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A Reggio Emilia parte l’iniziativa ‘Abitare solidale’ per la locazione delle case sfitte a persone con disagio abitativo

L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia promuove l’iniziativa ‘Abitare solidale’, per incrociare la domanda e l’offerta di abitazioni in affitto a canone sostenibile, per persone in condizioni di disagio abitativo temporaneo.

A partire dal 6 novembre 2017 i proprietari di immobili sfitti potranno dunque manifestare interesse e disponibilità ad affittare a prezzo calmierato a persone che si trovino in difficoltà economiche: il Comune di Reggio Emilia si impegna a fare da “garante”, a seguito della sottoscrizione del contratto, impegnandosi a supportare proprietari e locatari con eventuali contributi e risorse, tramite azioni di mediazione sociale e accompagnamento all’abitare in grado di incrementare la sostenibilità e fattibilità gestionale e sociale dell’azione.

A raccogliere le manifestazioni di interesse sarà il servizio Housing del Comune, che fornirà sostegno e mediazione sociale, culturale e linguistica, per il reperimento degli alloggi e per la loro gestione, informazione e orientamento all’utenza attraverso uno sportello dedicato, garanzie nei confronti dei proprietari degli alloggi intermediati per gli eventuali stati di insolvenza generati da difficoltà economiche accertate e incolpevoli, nonché sostegno economico temporaneo ai nuclei familiari o ai singoli per l’accesso alla casa o per il suo mantenimento, fornire informazioni ai proprietari e/o inquilini in riferimento ai patti territoriali.

L’iniziativa si inserisce tra i progetti strategici per l’housing sociale e l’economia solidale promossi attraverso le Politiche comunali per il Welfare, con particolare riferimento a quanto previsto dalla Legge regionale 19 del 2014 che definisce come ‘abitare solidale’ le azioni, i piani, i programmi e le politiche abitative e territoriali ‘atti a declinare in forma solidale, integrata e strategica’, le esigenze e le aspettative economiche, sociali, insediative, ambientali e culturali delle comunità locali.

La campagna ‘Abitare solidale’ è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il vicesindaco di Reggio Emilia Matteo Sassi, la presidente Confedilizia Anna Maria Terenziani, la presidente Asppi Maria Carmen Consolini, il segretario provinciale Sunia Cgil Carlo Veneroni, Chiara Lupi della Sicet Cisl e Ferdinando Guidetti della segreteria provinciale Uil.

“Questa iniziativa – ha detto il vicesindaco Sassi – ha l’obiettivo di fare incontrare l’offerta dei diversi alloggi sfitti presenti a Reggio Emilia, che così torneranno sul mercato, con la domanda di abitazioni a prezzo sostenibile, per venire incontro alle necessità di quella parte di popolazione che vive una condizione di difficoltà economica. Si tratta di un percorso condiviso con le associazioni dei proprietari e i sindacati degli inquilini, nel quale l’Amministrazione comunale ricopre il ruolo di garante e di accompagnamento all’abitare, tramite azioni di tipo sociale, fiscale e finanziario”.

 

COME PARTECIPARE – Alla manifestazione di interesse possono partecipare i privati cittadini, le società, le cooperative, gli operatori del settore immobiliare e tutti i titolari del diritto di proprietà di unità immobiliari censite al Catasto urbano di Reggio Emilia nelle seguenti categorie: A/2 Abitazioni di tipo civile, A/3 Abitazioni di tipo economico, A/4 Abitazioni di tipo popolare, A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare.

Gli alloggi saranno inseriti nell’elenco dell’Abitare solidale e potranno così essere sottoscritti per questi immobili contratti di locazione a canone sostenibile, ovvero con un valore del canone che, in coerenza con i patti territoriali della legge 431 del 1998, garantisca la solvibilità del locatario. Il canone dovrà incidere in misura uguale o inferiore al 30% del reddito complessivo familiare (reddito imponibile Irpef lordo al netto degli oneri deducibili).

Per favorire l’adesione dei proprietari di immobili, sono previsti molteplici strumenti incentivanti, sia come fondi di garanzia, sia come incentivi derivanti dalla fiscalità locale e generale.

Il Fondo di garanzia dell’Abitare solidale tutelerà, con garanzie fino ad un importo massimo di 8.500 euro per ogni contratto, i proprietari dai rischi di morosità del canone o delle spese condominiali, dal danneggiamento degli alloggi conferiti e di spese legali e procedurali per il recupero della morosità, per lo sfratto e l’eventuale rilascio dell’alloggio. Le garanzie per la stipula dei nuovi contratti di locazione a canone sostenibile saranno supportate tramite il Fondo per la morosità incolpevole, attraverso il versamento di un deposito cauzionale e l’accompagnamento iniziale al pagamento del canone.

Vengono infine previste agevolazioni di notevole impatto che rendono molto vantaggiosa per i proprietari la stipula di questo tipo di contratti di locazione. Alle abitazioni locate  sarà applicata l’aliquota agevolata Imu (Imposta municipale unica), attualmente pari allo 0,76%, anziché quella dell’1,06% prevista per le abitazioni locate a canone libero di mercato. Inoltre, i proprietari delle abitazioni assegnate con regime di locazione a canone sostenibile potranno essere beneficiari di incentivi e agevolazioni di fiscalità generale, quali imposta di registrazione del contratto d’affitto ridotta del 30% della base imponibile (il corrispettivo annuo da considerate per il calcolo dell’imposta va assunto al 70%) e cedolare secca al 10%. In caso di opzione per la tassazione con cedolare secca (da esercitare con clausola sul contratto, oppure con istanza in caso di rinnovo annuale), l’aliquota di tassazione applicabile sul 100% del canone di locazione è ridotta dal 21% al 10%. In alternativa, in caso di tassazione ordinaria ad Irpef del reddito imponibile, i proprietari possono optare per la riduzione del 30% sull’imponibile.

 

COME E DOVE PRESENTARE LA DOMANDA – Per aderire all’iniziativa ‘Abitare Solidale’, a partire dal 6 novembre 2017 è possibile scaricare e compilare la manifestazione d’interesse pubblicata all’indirizzo www.comune.re.it/casa. Le richieste di adesione al progetto devono poi essere consegnate, assieme alla documentazione richiesta, presso il Comune di Reggio Emilia:

• a mano, in busta chiusa, c/o Comune di Reggio Emilia – Archivio Generale – Sezione Protocollo/via Mazzacurati 11, nei seguenti giorni e orari: dal lunedì al venerdì/dalle ore 8,30 alle ore 13,00;

• a mezzo raccomandata A/R al seguente indirizzo: Comune di Reggio Emilia – Archivio Generale – Sezione Protocollo/via Mazzacurati 11 – 42122 Reggio Emilia;

• a mezzo PEC (Posta elettronica certificata) all’indirizzo: comune.reggioemilia@pec.municipio.re.it

 

QUALI SONO I REQUISITI RICHIESTI – Per aderire all’iniziativa, l’abitazione deve avere i seguenti requisiti:

• conformità urbanistica, edilizia e catastale;

• accessibilità e possibilità di affitto immediate;

• superficie abitabile minima di mq. 28;

• impianti dotati di allacci (idrico-sanitario, elettrico, gas ecc..) alle reti pubbliche, a norma secondo le vigenti disposizioni in materia e debitamente certificati. Alla stipula del contratto devono inoltre essere dichiarate:

• certificazione di agibilità dell’unità immobiliare;

• attestazione di prestazione energetica (APE);

• conformità alla normativa urbanistica ed edilizia.




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