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Cento anni di scautismo cattolico in Emilia Romagna

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Lo scautismo cattolico in Emilia Romagna ha un padre. Una persona che senza dubbio ha il merito di aver costruito e sostenuto il movimento fino a quando non è stato capace di
camminare e poi correre sulle sue gambe. Si tratta di don Emilio Faggioli, allora Parroco a S.Giovanni in Monte, che dedicò gran parte della sua vita alla nascita e alla crescita dello scautismo nella nostra regione.
Don Emilio nel 1917 ricevette dal Cardinale Giorgio Gusmini il mandato di studiare e poi iniziare l’organizzazione della neonata Asci, l’Associazione Scout Cattolici Italiani fondata l’anno precedente dal Conte Mario di Carpegna a Roma. Al termine dello stesso anno aprì nella sua parrocchia il Bologna 1 “pro fide et patria”, primo Riparto Asci della regione.
Mons. Faggioli era un vero entusiasta, aveva una fiducia estremamente solida in questo metodo educativo nel quale vedeva la reale possibilità di “preparare i giovani alla vita,
formandone il carattere ed educandone il cuore alla carità”.
Studiò il metodo in profondità, seguendo con attenzione anche le dinamiche internazionali che iniziavano a strutturare in quegli anni l’identità di quello che oggi è un movimento mondiale che coinvolge milioni di ragazzi.
Al contempo sosteneva con forza che una proposta come quella dello scautismo, che ha come scopo ultimo formare persone che sanno rendersi utili al prossimo, difficilmente possa trovare un senso e un fondamento se non in un sentimento religioso, in una struttura morale che non può essere limitata all’umano ma deve alimentarsi in una dimensione trascendente. Scriveva nel 1922: “i sacrifizi che si richiedono ai giovani con ogni sistema di
educazione e che si esigono più numerosi ed intensi dal metodo scautistico, non sapremmo in nome di chi o per che cosa chiederli, se non in nome di Dio creatore, signore e redentore,
e per la Sua gloria, il nostro perfezionamento, la nostra eterna salute”.
Da assistente regionale dell’Asci don Emilio contribuì alla diffusione dello scautismo a Bologna e in tutta la regione. Fu l’ispiratore dell’esperienza di don Giovanni Minzoni che, una volta conosciuta la proposta scout dell’Asci volle portarla ad Argenta, con le terribili conseguenze che dovette subire per mano del crescente potere fascista del periodo.
Don Emilio credeva fortemente nella capacità dello scautismo, coniugato con una forte matrice cristiana, di formare “cittadini sani di mente, di cuore, di fisico” che avrebbero potuto portare avanti programmi di onesta politica di cui in quegli anni l’Italia aveva grande bisogno.
Le solide radici affondate nel terreno in quegli anni difficili permisero allo scautismo, dopo la chiusura imposta dal regime fascista nel 1928, di rinascere immediatamente nel 1945 al
termine della seconda guerra mondiale.
Nell’arco dei successivi decenni la crescita del movimento nella nostra regione fu costante e imponente, fino alla dimensione attuale in cui le tre associazioni cattoliche presenti
comprendono quasi 25.000 soci tra ragazzi inseriti nel percorso educativo, capi scout e adulti scout in formazione permanente.

Programma dell’incontro:

  • Ore 16.00 ritrovo e presentazione iniziale.
  • Ore 16.45 cerimonia memoriale fotografica.
  • Ore 17.15 apposizione della targa e benedizione, rinnovo della promessa.
  • Ore 17.45 S. Messa.
  • Ore 19.00 conclusione e rinfresco.

Per ulteriori informazioni:
Paolo Vanzini, incaricato stampa e comunicazione Agesci Emilia Romagna. Tel. 320 170 5243 – stampa@emiro.agesci.it

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L’AGESCI, associazione guide e scout cattolici italiani, è nata nel 1974 dalla fusione delle Associazioni scout cattoliche ASCI (maschile) e AGI (femminile). L’Associazione conta oggi
circa 180.000 aderenti, di cui più di 30.000 sono educatori. L’AGESCI è organizzata in circa 2.000 gruppi locali.
La realtà regionale dell’AGESCI Emilia Romagna comprende circa 23.000 aderenti, con quasi 4.000 capi educatori di cui 230 assistenti ecclesiastici.

Il MASCI è un’organizzazione cattolica di scautismo adulto il cui scopo è la formazione permanente degli adulti utilizzando strumenti caratteristici dello scautismo: la vita di comunità, il servizio al prossimo, la cittadinanza attiva, l’impegno sociale, la strada.
La realtà regionale conta circa 1.000 soci divisi in 46 “comunità”.
La FSE, Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici, è la seconda associazione scout italiana con circa 20.000 aderenti distribuiti in oltre 200 gruppi locali di cui 3 in Emilia Romagna.




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