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Nuovi canoni case popolari, Tavolo modenese approva regolamento per l’applicazione omogenea

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Uniformare a livello provinciale l’applicazione della nuove delibere regionali sulla permanenza e il calcolo dei canoni di locazione di edilizia residenziale pubblica. E’ questo l’obiettivo dei documenti approvati di recente dal Tavolo territoriale di concertazione provinciale delle Politiche abitative sulla base del lavoro tecnico svolto dai responsabili dei servizi sociali delle Unioni e del Comune di Modena.

La proposta consentirà ai Comuni e all’Acer di applicare in modo omogeneo, a partire dal 1 ottobre, le novità introdotte dalla Regione sui criteri per il calcolo dei canoni e i nuovi limiti di reddito per la permanenza.

I canoni relativi agli alloggi popolari gestiti da Acer, anche per conto dei Comuni, sono oltre 6.500 con ricavi per circa 11 milioni. Il canone medio nel 2016 è di 133 euro (in calo negli ultimi anni).

«Dopo quasi dieci anni – sottolinea Anna Maria Vandelli, assessore all’Urbanistica del Comune di Modena – si è prodotta una disciplina regionale il cui iter di approvazione era stato sospeso per introdurre le modifiche richieste dai territori per una maggiore equità», mentre Daniela Depietri, assessore con delega alla Casa del Comune di Carpi evidenzia che «il nuovo sistema di calcolo del canone porterà a un equilibrio e a una proporzionalità tra le fasce di reddito, mentre le entrate complessivamente non dovrebbero subire modifiche rilevanti».

I canoni sono articolati in tre fasce, in base al reddito Isee: protezione, accesso e  permanenza; nell’area della protezione, per i nuclei con Isee inferiore a 7.500 euro (il 57 per cento del totale), il canone sarà pari al 15 per cento del reddito, comunque non inferiore al canone minimo definito in 120 euro la mese; per i nuclei familiari con particolari condizioni di fragilità, valutate dai Servizi sociali, e sulla base di un progetto familiare, sarà possibile applicare un canone sociale di 70 euro al mese (da dieci anni tale canone è fermo a 36 euro) e ulteriori sostegni economici per chi non è in grado di pagare alcuna quota. Nel 2016 i canoni sociali erano 433, circa il sette per cento dei canoni totali.

Nella fascia dell’accesso il canone di riferimento per i nuclei con un Isee fino a 17.154 euro diventa il canone “oggettivo”, calcolato sulla base delle caratteristiche dell’alloggio (tra cui la superficie, numero di abitanti del Comune e posizione, presenza o meno di ascensore) con sconti in base a quattro classi di reddito Isee, comprese nella fascia da 7.500 a 17.154 euro; gli sconti potranno essere fino al 50 per cento per la classe di reddito più bassa e scendere fino ad annullarsi per la classe di reddito più alta.

Per i nuclei residenti in fascia di permanenza, con un Isee da 17.154 euro a 24.016 euro, la proposta di regolamento del Tavolo modenese prevede la possibilità di applicare un aumento del canone oggettivo del 15 per cento per assegnatari con Isee fino a 20 mila euro e del 20 per cento per quelli con Isee fino a 24.016 euro.

Disciplinata con un regolamento apposito anche la decadenza del diritto all’ alloggi sulla base dei nuovi criteri di reddito e patrimonio introdotti dalla Regione.

 

Nuovi criteri per la decadenza: in base a reddito e patrimonio, impatto controllato

Il Tavolo provinciale delle Politiche abitative ha approvato anche il regolamento per l’applicazione delle novità introdotte dalla legge regionale sulla decadenza dell’assegnazione dell’alloggio pubblico.

Per quanto riguarda i requisiti di reddito, la legge regionale individua come soglia per mantenere l’alloggio pubblico il reddito Isee di a 24.016 euro che può variare in rapporto al patrimonio mobiliare.

In base ai primi calcoli effettuati da Acer, con i nuovi parametri, nel modenese la perdita dei requisiti riguarda un numero limitato di assegnatari: una prima simulazione sulle dichiarazioni dei redditi del 2016 ha individuato 135 posizioni a livello provinciale.

I nuclei familiari che si trovano in area di decadenza, se in condizioni di particolari fragilità, potranno contare su azioni di mitigazione, individuate dal  regolamento approvato dal Tavolo modenese, che prevedono, tra l’altro, tempi più lunghi per il rilascio dell’alloggio che altrimenti sono di un anno dalla dichiarazione di decadenza operata dal Comune.

Il Tavolo, infine, con un ordine del giorno chiede ai Comuni di impegnarsi a verificare l’eventuale impatto della nuova legge sui canoni e decadenze; chiesto anche un confronto tra i Servizi sociali per individuare misure a favore delle situazioni di particolare fragilità, anche incrementando le risorse per  le politiche sociali e prevedendo eventuali contributi a sostegno dei canoni.

 




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