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A Bologna torna a crescere il numero delle imprese

Le imprese attive nel territorio del comune di Bologna a fine 2016 sono a quota 32.459, 36 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dello 0,1%: era dal 2011 che non si registrava una variazione positiva, per quanto lieve.

Crescono le società di capitale, mentre se si analizza la tipologia si scopre che il segno più riguarda i servizi ricettivi e di ristorazione, i servizi alle imprese e le aziende che si occupano di istruzione e sanità. In città crescono anche gli imprenditori stranieri: a fine 2016 sono saliti del 3,8% rispetto al 2015 quelli provenienti dalla Comunità europea, e del 3,6% quelli che arrivano da paesi extra Ue, e tra questi ultimi gli asiatici mantengono il primo posto. Infine c’è un aumento tutto rosa: crescono infatti le imprese femminili che in città superano quota 7.100, 74 in più rispetto al 2015, e rappresentano il 21,9% delle aziende operanti sul territorio di Bologna. L’analisi del tessuto imprenditoriale in città e nell’area metropolitana è stata effettuata dall’Ufficio di Statistica del Comune di Bologna sulla base dei dati forniti dalla Camera di Commercio.

Le imprese
L’Emilia-Romagna, con una perdita netta di 2.776 imprese attive, chiude il 2016 con un numero complessivo di aziende pari a 407.514 (-0,7% rispetto al 2015) e conferma la quinta posizione nella graduatoria stilata in base al numero assoluto di imprese attive in Italia. Se si guarda al territorio della città metropolitana di Bologna, il segno meno è confermato, anche se in misura più lieve: al 31 dicembre 2016 le imprese attive risultano 84.898, 322 in meno (-0,4%) rispetto al 2015. Rispetto a dieci anni prima, hanno chiuso i battenti in 3.300. Il trend, dopo i parziali segnali di ripresa del 2010 e del 2011, è in costante diminuzione. Bologna rimane comunque stabile al dodicesimo posto nella graduatoria delle province italiane per numero assoluto di imprese. Nell’area metropolitana bolognese l’indice di imprenditorialità (numero delle imprese attive divise per la popolazione residente) è pari a 8,4 imprese ogni 100 abitanti. E ora la città di Bologna: sotto le Due Torri le imprese attive a fine 2016 risultano 32.459 (+0,1% rispetto al 2015), mentre il tasso di imprenditorialità è rimasto uguale: 8,4 imprese ogni 100 residenti, come nell’area metropolitana. Confermata l’elevata incidenza delle ditte individuali: sono il 47,5%, pari a 15.422 imprese, in leggero calo rispetto al 2015. Le società di persone, che rappresentano il 18,6%, sono in calo dello 0,5%, mentre continua la crescita delle società di capitale (+0,6%). Nel comune di Bologna il maggior numero di imprese opera nel commercio. Presenze rilevanti anche nelle costruzioni e nelle attività immobiliari. Rispetto al 2015 si registra un calo di 64 imprese nel commercio (-0,7%), di 44 nelle manifatture (-2,1%) e 33 nelle attività immobiliari (-1%). Buona invece la crescita dei servizi ricettivi e di ristorazione che segnano un +3,3%, con 95 imprese attive in più rispetto al 2015. In terreno positivo anche le aziende operanti nei servizi alle imprese (+4%, 60 in più), nell’istruzione (+5,2%, 15 nuove imprese) e nella sanità (+4,9%, 13 in più).
Nel 2016 si è fermata la riduzione delle imprese artigiane nel territorio comunale di Bologna: al 31 dicembre erano 8.496, 15 in meno rispetto all’anno prima, pari a un lieve calo dello 0,2%. Sull’area metropolitana il calo è maggiore: sono 27.280 (-0,7%, pari a 197 imprese in meno).
Per quanto riguarda le cooperative, quelle attive nell’area metropolitana bolognese a fine 2016 sono 1.027, 5 in più rispetto al 2015 (+0,5%). In città le cooperative sono 517, lo stesso numero del 2015.

Gli imprenditori stranieri
Nell’ultimo decennio il numero degli imprenditori stranieri titolari di imprese individuali nell’area metropolitana di Bologna è aumentato del 70,1%, passando da 4.511 a 7.673. Al 31 dicembre 2016 sono oltre 1.700 i titolari appartenenti alla Comunità europea, mentre sfiorano i 6.000 quelli extra Ue. Gli stranieri rappresentano il 16,4% dei titolari di imprese individuali, con un aumento di mezzo punto in più rispetto al 2015. Su tutta l’area metropolitana l’incremento di titolari stranieri di imprese individuali nel 2016 è stato del 3,2%, con 237 nuove ditte in più rispetto al 2015. La maggioranza proviene dall’Asia e dall’Africa (rispettivamente 2.363 e 1.770). L’incremento maggiore riguarda gli imprenditori asiatici, 121 in più (+5,4%), lieve contrazione invece (-0,5%) per quelli africani.
Se si guarda alla sola città di Bologna, l’aumento di imprenditori stranieri negli ultimi dieci anni sfiora il 90%: sono passati da 1.976 a 3.743 con un aumento rispetto al 2015 del 3,7% pari a 132 nuovi titolari. L’aumento maggiore nel 2016 rispetto all’anno precedente riguarda gli imprenditori europei: a fine 2016 sono 715 i titolari provenienti da paesi appartenenti alla Comunità europea (+3,8%) mentre 3.028 sono originari di paesi extra Ue (+3,6%). Complessivamente in città il 24,3% dei titolari di imprese individuali è straniero (un punto percentuale in più rispetto al 2015). Come nell’area metropolitana, anche a Bologna crescono gli asiatici: in città 4 imprenditori stranieri su 10 sono di provenienza asiatica. Si tratta di 1,508 titolari di impresa (73 in più rispetto al 2015, +5,1%). Lo zoom su questi dati ci permette di verificare che continua la crescita della Cina: 526 imprenditori attivi in città sono cinesi (22 in più nel 2016 rispetto al 2015). Seguono i pakistani (439, 27 in più), i cittadini del Bangladesh (342, 13 in più) e i marocchini (279, 2 in più). La maggior parte degli imprenditori extracomunitari opera in attività commerciali (1.145, pari al 37,8% del totale). Seguono le costruzioni e le attività di alloggio e ristorazione.

Le imprese femminili
Crescono le imprese rosa, cioè quelle aziende il cui controllo è prevalentemente in capo a donne: a fine dicembre 2016 le imprese femminili attive in provincia di Bologna sono 17.856, pari al 21% del totale delle imprese attive. Rispetto al 2015 si registra una crescita dello 0,7%, pari a 129 nuove imprese femminili. In città il dato è ancora migliore: sotto le Due Torri le imprese rosa superano quota 7.100 e rappresentano il 21,9% delle aziende operanti sul territorio cittadino, con un aumento di 74 unità (+1,1%). La maggioranza delle imprese femminili è attiva nel commercio, negli altri servizi personali (dove rappresenta il 46,9% del totale) e nelle attività immobiliari.

Le imprese giovanili
A fine 2016 le imprese giovanili (cioè gestite prevalentemente da under 35) attive in provincia di Bologna sono 6.532, in calo rispetto al 2015 (-193 unità, pari al -2,9%). Rispetto al 2011, primo anno di rilevazione di questa tipologia imprenditoriale, le aziende gestite da under 35 nell’area metropolitana di Bologna sono diminuite di circa mille unità, con un calo del 14,2%. Sotto le Due Torri le imprese giovanili stanno lievemente meglio rispetto al dato sull’area metropolitana: in città sono 2.783, 46 in meno rispetto al 2015 (-1,6%). Lo scorso anno la diminuzione era stata del 4%. Quasi 9 imprese su 100 in città sono giovani. La maggioranza è attiva nel commercio (29,1%), nelle attività di alloggio e ristorazione (16,2%) e nelle costruzioni (15%).

Lo studio integrale dell’Ufficio di Statistica, che comprende anche le mappe tematiche per analizzare la presenza delle imprese in tutti i Comuni dell’area metropolitana, è disponibile su Iperbole sul sito dell’area Programmazione, Controlli e Statistica a questo link.

 




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