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Firmato a Reggio Emilia il Protocollo d’intesa fra i Comuni capifila e le Organizzazioni sindacali

A conclusione di un percorso di confronto costruttivo e di reciproca collaborazione, è stato sottoscritto stamani nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia il Protocollo d’intesa sulle relazioni industriali fra i Comuni capifila del gruppo Iren – Reggio Emilia, Genova e Torino, in rappresentanza di oltre 60 Comuni – e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori Cgil, Cisl e Uil.

Il documento, che aggiorna e amplia i contenuti del primo accordo raggiunto nel 2010, viene firmato dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, quale coordinatore del Comitato di Patto di sindacato, e da Vincenzo Colla segretario confederale Cgil, Giovanni Luciano segretario confederale Cisl e Alessandro Fortuna della segretaria confederale Uil. Fra i presenti, rappresentanti sindacali territoriali e aziendali ed il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi.

PRINCIPALI FINALITÀ DEL PROTOCOLLO – Il Protocollo, ha spiegato il sindaco Luca Vecchi introducendo l’incontro, “è l’esito di una dialettica aperta, costruttiva e proficua, che ha portato alla definizione di intese fra le Parti, rispetto al gruppo Iren, in tema di ottimizzazione delle risorse, mantenimento dei livelli occupazionali, maggiore efficacia e migliore qualità dei servizi pubblici resi ai cittadini, conferma ulteriore del mantenimento del controllo pubblico (scelta indicata nello Statuto societario con l’istituto del voto maggiorato), attuazione di un sistema partecipativo nelle scelte strategiche. L’adozione di un sistema partecipato assume un valore più esplicito, articolato e innovativo; un gruppo di lavoro dedicato definirà entro sei mesi una precisa proposta di modello partecipativo. La filosofia condivisa è principalmente quella della mission pubblica di Iren, quale azienda di servizi alle comunità e ai territori in cui opera, con un’adeguata attenzione sia alla qualità e quantità dei servizi erogati, sia agli aspetti occupazionali e di valorizzazione delle risorse umane”.

“Oltre al consolidamento di queste caratteristiche – ha aggiunto il coordinatore del Patto di sindacato – le Parti hanno pensato anche allo sviluppo aziendale, indicando l’impegno a realizzare il Piano industriale, passo in avanti significativo, con un confronto periodico sulle strategie di impresa, volto a preservare i livelli occupazionali attraverso la realizzazione degli investimenti sui territori, e l’attivazione di patti di consultazione territoriale fra le Amministrazioni e le Organizzazioni sindacali”.

In tema di affidamento in appalto a terzi, il Protocollo sottolinea che le procedure di selezione, improntate a imparzialità e trasparenza, dovranno rispettare le regole dei Contratti nazionali di lavoro di riferimento, rispettare le clausole sociali previste dalle norme, privilegiare le imprese dotate di certificazioni di qualità e sicurezza sul lavoro e il miglior rapporto fra qualità e prezzo. In conclusione, in tema di rinnovo contrattuale per i lavoratori del Gas-Acqua, il sindaco di Reggio Emilia ha auspicato “un’intesa che chiuda positivamente le trattative in corso”.

I rappresentanti sindacali hanno a loro volta sottolineato il percorso positivo che ha portato alla definizione del Protocollo, che fa di Iren “un modello positivo che speriamo possa essere esportato anche negli altri grandi driver nazionali che forniscono servizi essenziali e gestiscono i beni comuni”.

IL PROTOCOLLO IN CINQUE PUNTI

1) Controllo pubblico. I Comuni soci di Iren spa confermano la scelta del mantenimento del controllo pubblico del Gruppo, scelta che è confermata anche dall’introduzione nello Statuto di Iren del voto maggiorato. In particolare, l’introduzione del voto maggiorato – che si inquadra nell’ambito delle modifiche al diritto societario introdotte nel 2014 – è finalizzata a incentivare l’investimento a medio-lungo termine e la conseguente stabilità della compagine azionaria, premiando gli azionisti fedeli, e l’impegno a medio-lungo termine degli azionisti è un valore tanto più importante quanto si considera il settore di pubblica utilità in cui opera il Gruppo, poiché in tale settore concessioni di natura pluriennale richiedono investimenti anch’essi pluriennali e rendono imprescindibile il consolidamento di una compagine azionaria. Con il voto maggiorato, inoltre, gli azionisti che investono con prospettive di medio-lungo termine – come i Comuni soci – possono assumere maggiore rilevanza nelle decisioni strategiche della compagine societaria.

Le Organizzazioni sindacali prendono atto delle decisioni assunte e delle modifiche statutarie intervenute, e ritengono necessario il mantenimento dell’attuale assetto societario attraverso l’impegno della parte pubblica a non ridurre ulteriormente la propria partecipazione azionaria, oggi pari al 40% di azioni bloccate.

I Comuni soci informeranno preventivamente le Organizzazioni sindacali confederali in merito a eventuali modifiche degli assetti societari, fermo restando il rispetto delle normative su informazioni relative a società quotate.

 

2) Partecipazione. Al fine di promuovere un sistema partecipativo, viene costituito uno specifico gruppo di studio, composto da tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali confederali nazionali e da una rappresentanza dei Comuni soci, che dovrà elaborare entro sei mesi dalla sua costituzione un documento di proposte in materia, finalizzato a concordare un sistema partecipativo efficiente ed efficacie entro 12 mesi.

 

3) Piano industriale per lo sviluppo dei servizi e delle attività sui territori. Obiettivo prioritario del Gruppo deve essere lo sviluppo sia degli attuali servizi sia di nuove attività e servizi che incrementino il valore della società e le ricadute economiche, sociali ed occupazionali nei territori in cui opera. Ciò, attraverso l’impegno a realizzare il Piano industriale con investimenti per lo sviluppo dei cicli integrati (acqua, rifiuti/ambiente, energia) e il servizio alla clientela, affermando e implementando, anche sul piano organizzativo, il presidio delle filiere, del territorio e delle attività pluriservizi. Questo, al fine di affrontare le sfide competitive del e nel mercato, tenendo in dovuta considerazione la sostenibilità e l’impatto ambientale, sviluppando politiche innovative del riciclo e riuso, specie nella prospettiva delle future gare per l’affidamento dei servizi.

Il Piano industriale sarà oggetto di confronto annuale, e o su richiesta di una delle Parti, fra le Parti firmatarie del Protocollo, con particolare riguardo a strategie d’impresa, andamento occupazionale e ruolo degli appalti. Inoltre, per verificare l’integrità dei cicli produttivi gestiti e il presidio del territorio, gli Enti locali proprietari si impegnano a promuovere, con cadenza annuale, appositi confronti con le Organizzazioni sindacali confederali firmatarie nell’ambito dei singoli territori provinciali o di ambito comprensoriale.

Di conseguenza le parti concordano:

– di attivare entro tre mesi dalla sottoscrizione del presente protocollo, patti di consultazione territoriali a livello provinciale fra le Amministrazioni e le Organizzazioni sindacali confederali territorialmente competenti;

– di attivare, conseguentemente alla ratifica del Protocollo, un Comitato composto da tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali confederali nazionali, da una rappresentanza degli enti locali proprietari e da un rappresentante della società Iren spa, con il compito di seguire l’evoluzione legislativa delle normative riguardanti i servizi pubblici locali e lo sviluppo del gruppo, per territorio e business.

 

4) Attività caratteristiche e appalti. I Comuni soci si impegnano a far presidiare all’interno del Gruppo le attività caratteristiche, che fanno parte del ciclo produttivo aziendale, anche attraverso processi di reinternalizzazione di linee di attività, e a far mantenere e sviluppare le competenze per lo svolgimento dei processi e il mantenimento della qualità dei servizi resi alla cittadinanza.

Il ricorso all’appalto sarà effettuato solo in caso di comprovate ragioni tecnico-produttive, nel rispetto di tutte le normative di legge e contrattuali, di ambito nazionale–aziendale, firmati dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale. In caso di ricorso all’appalto, nel rispetto delle vigenti procedure dei Contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento, i capitolati di appalto dovranno contenere requisiti rigorosi in materia di lavoro, organizzazione e procedure di selezione delle imprese fornitrici.

A tal fine, dovranno essere considerate le aziende certificate in ordine a qualità, sicurezza sul lavoro, rispetto dell’ambiente, e costituirà requisito indispensabile l’osservanza, a favore dei propri lavoratori/lavoratrici delle disposizioni di cui al decreto legislativo 50 del 2016, delle clausole sociali previste e dei Contratti nazionali di lavoro e aziendali sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.

L’aggiudicazione dei lavori in appalto dovrà avvenire in base a criteri che privilegino il miglior rapporto qualità-prezzo, nonché i principi di trasparenza e imparzialità, verificando puntualmente il possesso da parte delle imprese appaltatrici dei requisiti richiesti.

In fase di aggiudicazione, inoltre, dovrà essere verificata la congruità del prezzo offerto in riferimento al costo del lavoro, secondo quanto previsto dalle vigenti normative e dalle tabelle depositate al ministero del Lavoro, previste dai contratti applicati. In caso di successione di appalti dovrà, infine, costituire specifico punto di attenzione l’impatto sui lavoratori già impegnati negli stessi. I Comuni soci si impegnano infine affinché entro sei mesi dalla stipula venga sottoscritto un protocollo appalti fra società e Organizzazioni sindacali.

 

5) Incontri di verifica. Al fine di verificare l’attuazione del Protocollo, le Parti si impegnano a fissare con cadenza annuale appositi incontri. Le Parti convengono altresì che, nell’ambito dell’obiettivo di qualificazione dei servizi e del perseguimento di gestioni integrate per filiera, la definizione da parte degli Enti locali delle modalità di gara e dei capitolati sia preceduta da un confronto con le Organizzazioni sindacali territoriali, volto a garantire l’introduzione, nei bandi di gara, di clausole sociali che producano gli effetti di cui all’articolo 2112 del Codice civile, ovvero garantiscano il passaggio senza soluzione di continuità di tutti i rapporti di lavoro con il mantenimento di tutti i diritti contrattuali, previdenziali, legali e di anzianità maturati.

Le Parti firmatarie si danno infine atto della necessità che, anche in presenza di nuove aggregazioni, sia favorito il mantenimento dell’occupazione e la valorizzazione professionale del personale.




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