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Italiani sprovveduti e incoscienti sotto il sole

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A ignorare il ‘bon ton’ salvasalute contro i danni da raggi Uv sono “almeno 8 connazionali su 10”, con errori più frequenti negli uomini di ogni età e nelle donne giovanissime o over 50. Più preparate, invece, le 35-40enni.

A bocciare gli abitanti della Penisola in materia di prevenzione delle malattie della pelle legate agli ultravioletti è Patrizio Mulas, presidente dell’Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi), intervenuto oggi a Milano al lancio della campagna di sensibilizzazione anti-melanoma ‘myskincheck’, promossa da Adoi insieme all’azienda di prodotti cosmetici La Roche-Posay. Mania della tintarella a ogni costo, esposizione al sole nelle ore più calde del giorno, superficialità nell’impiego degli schermi solari e nell’uso dei reidratanti post-doccia. Ecco alcuni degli sbagli più diffusi fra gli italiani d’estate o in questi giorni di canicola anticipata. Regole violate al mare o sui monti, ma non solo. “Spesso si dimentica che anche il sole di città ha i suoi rischi, oltre che i suoi benefici”, spiega Mulas all’Adnkronos salute, a margine dell’incontro. E altrettanto spesso si scorda che i raggi Uv non ‘mordono’ soltanto lungo le coste dello Stivale, ma “anche nelle metropoli del Nord. Nonostante la foschia che lo vela – dice l’esperto guardando il cielo meneghino – anche questo sole passa il filtro e puo’ far male”, abbinato tra l’altro all’effetto smog che a sua volta “puo’ produrre altri danni”.Rispettare l”abc’ della prevenzione cutanea diventa dunque un imperativo anche quando si esce di casa o dall’ufficio per un caffé o per fare acquisti, raccomanda Mulas. “Ormai si raccomanda di applicare le creme solari anche in città”, è l’invito. Rivolto al popolo dello shopping in pausa pranzo, come pure agli adepti di una nuova moda metropolitana sempre più diffusa in questo maggio ‘bollente’: indossare il bikini o il boxer da mare sotto tailleur e grisaglie, pronti ad affollare i parchi cittadini o le piscine all’aperto al primo intervallo libero strappato sul lavoro. Non bastano i vestiti a proteggerci dal sole di città. Indossando un qualunque abbigliamento estivo, “i rischi ci sono comunque – puntualizza il numero uno dell’Adoi – e si concentrano su viso, braccia, gambe e decolleté. Una zona, quest’ultima, che le donne sottovalutano quasi sempre. Si tratta invece di un’area particolarmente delicata, perché lì la pelle invecchia prima” e il ritocco estetico non puo’ far molto. Non c’è bisturi che tenga, per ‘stirare’ la zona scollatura “le tecniche sono ancora assai poche” e la cute grinzosa tradisce l’età all’anagrafe.
Quali sono, invece, gli errori più frequenti in vacanza? “Il più grave – segnala Mulas – riguarda sicuramente gli orari dell’esposizione. Da mezzogiorno alle 17 è caldamente sconsigliata, mentre è proprio in questo lasso di tempo che le spiagge italiane sono più affollate. I giovani, addirittura, si presentano in riva al mare proprio all’ora di pranzo”, rileva. Secondo sbaglio, “l’applicazione assente o errata delle creme solari, che i fototipi 1 e 2 (capelli biondi o rossi, occhi chiari e pelle ‘di luna’ punteggiata di efelidi) dovrebbero scegliere con protezione alta o estrema (50+)”, ricorda l’esperto. “Inoltre, anche se il prodotto riporta la scritta ‘resistente all’acqua’, l’applicazione andrebbe ripetuta ogni due ore e dopo il bagno”.I più refrattari a tubetti e flaconi sono gli uomini, spesso convinti che spalmarsi creme o latte sia ‘poco virile’. “Anche per questo sono state inventate le formulazioni spray, più comode” e a prova di pigrizia maschile. Tuttavia, “in genere restano madri, fidanzate e mogli a spalmare il prodotto sulla schiena di figli e partner”, nota Mulas. Terzo errore, “non usare la crema sotto l’ombrellone o peggio ancora in acqua”, giocando a racchettoni o dondolandosi sul materassino. Occhio poi al colore della sabbia: “Più è bianca e più il riverbero è insidioso”. Quarta e ultima raccomandazione, le ‘coccole’ post-doccia: “Dopo l’esposizione – conclude il dermatologo – reidratare la pelle è fondamentale. E’ il modo migliore per mantenerla elastica” e dribblare le spellature.

Fonte: Adnkronos




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